CARLO ANTONIO MARTINI
Carlo
Antonio Martini nasce a Revò in Valle di Non nel 1726
e muore a Vienna nel 1800.
Martini si avvia a ricevere
gli ordini sacerdotali, che abbandona, nel 1747, per dedicarsi
agli studi di filosofia e giurisprudenza.
A Vienna ottiene il dottorato ed entra a far parte dello staff
di un ministro, come suo segretario.
In
questa veste si reca, nel 1752, a Madrid al seguito dell' ambasciatore
d' Austria. Di ritorno dall'importante missione
diplomatica, gli viene assegnata la cattedra di docente universitario
in diritto naturale e civile. L'imperatrice Maria Teresa lo
chiama per essere consigliata sulle grandi questioni giuridiche
del
Paese. E per istruire i suoi figli alle buone letture: Giuseppe
II, che sarà imperatore d' Austria alla morte della madre,
e il fratello Leopoldo, che ascende al trono nel 1790 dopo
essere
stato granduca di Toscana. Così pure Maria Carolina, futura
regina di Napoli. Martini predispone i primi progetti di educazione
scolastica di massa per i sudditi dell'impero: riorganizza
le
scuole elementari egli atenei, studia una riforma per le scuole
dell'Impero. Sebbene preso dall'impegno, non disdegna l' approfondimento
dell'ordinamento civile e penale. Martini è contro la pena
di morte, si oppone alla tortura e all'esilio. In quel periodo
le
sue idee sono accettate e fatte proprie dai regnanti. È allora
che riceve, nel 1764, la carica di consigliere aulico del Tribunale,
che lo porterà alle più alte cariche dello sta to. Entra a
far parte delle Commissioni per gli studi, cioè gruppi di studio
formati da personaggi illustri, anche trentini, per consigliare
e proporre modifiche alle leggi. Martini ne diviene anche presidente.
Per i suoi meriti il giuri sta trentino è, dapprima, nominato
barone e, poi, consigliere di Stato. E nel 1792, viene incaricato
di presiedere il Tribunale supremo di giustizia, il più alto
grado della magistratura dell'impero degli Asburgo, che allora
era a dir poco sconfinato.
Deve
anche migliorare l' ordinamento giudiziario in Lombardia e
in Belgio, Stati sotto il dominio di Vienna. Predispone il
codice civile della Galizia e ammoderna i codici penali austriaci.
Anche se i suoi impegni politici lo assorbono quasi completamente,
continua a tenere lezioni all'università per quasi trent'anni,
come professore di diritto naturale.
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